Normative 2017-11-13T16:30:44+00:00

Normative Europee EN 1143-1

Abbiamo e stiamo tuttora assistendo ad una importante ristrutturazione del settore, paragonabile a quella avvenuta verso la fine degli anni ’70 con l’introduzione delle norme ANIA e delle relative classificazioni dei mezziforti nelle tre categorie A, B, e C.

Un po’ di storia :
Il 1996 è stato l’anno di entrata in vigore in Italia delle nuove normative europee delle casseforti.
I principali produttori di mezzi forti sono oggi in grado di offrire al mercato i propri nuovi prodotti certificati secondo le Normative Europee anzichè le vecchie Normative Ania .

LE VECCHIE NORME ANIA
Le norme ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) classificavano i mezzi di custodia in categorie,

  • armadi di sicurezza
  • armadi corazzati
  • casseforti a muroù
  • casseforti di grado A
  • casseforti di grado B
  • casseforti di grado C
  • camere di sicurezza
  • camere corazzate di grado A
  • camere corazzate di grado B
  • camere corazzate di grado C
  • mezzi di custodia riservato direzione (R.D.)
    a cui corrispondevano dei livelli di premio e massimale assicurativi. Indicativamente per le casseforti, i massimali assicurativi erano così consigliati:
  • grado A = 200 milioni di vecchie lire ( c.ca 103’000,00 Euro )
  • grado B = 400 milioni di vecchie lire ( c.ca 206’000,00 Euro )
  • grado C = 600 milioni di vecchie lire ( c.ca 309’000,00 Euro )

Le caratteristiche di classificazione erano:

  • difese
  • movimenti di chiusura
  • peso

I criteri di valutazione risultavano tuttavia, piuttosto generici e quindi, in tale situazione, solo la professionalità e la serietà del costruttore, rendeva possibile la costruzione di prodotti progettati secondo la buona tecnica.

Il costruttore comunicava alla sezione tecnica furti dell’ANIA le caratteristiche dei mezzi di custodia compilando una scheda di classificazione. L’ANIA provvedeva ad inserire i nuovi modelli nell’elenco classificazioni aggiornandolo annualmente. Di conseguenza le compagnie di assicurazioni associate si attenevano alle classificazioni per stabilire premi e massimali.
Nel 1993 la sezione tecnica furti si scioglie e nasce l’ISAPRE (Istituto Assicurativo per la Prevenzione) che delega l’ICIM per le certificazioni. Da tale data l’elenco classificazioni ANIA non viene più aggiornato.

LE NUOVE NORME CEN
Nel 1990 il Comitato Europeo di Normazione (CEN) ha creato nell’ambito del Comitato Tecnico 263 (TC 263) un gruppo di lavoro (WGI) con l’obiettivo di elaborare una Norma Europea per la classificazione delle casseforti e camere corazzate.
Oggi di fatto, in tutti i maggiori paesi CEE, tale Norma Europea è già interamente applicata.
La norma prevede la classificazione delle casseforti in 10 classi, da 1 a 10 in ordine di resistenza crescente, in base ai risultati di due prove (soggettive):

  • accesso parziale
  • accesso totale

La prima prova consiste nell’eseguire attraverso le difese, un’apertura tale da far passare un blocco di prova che può essere, in alternativa:
Ø un cilindro di 125 mm di diametro
Ø un parallelepipedo di 112 x 112 mm di lato
Ø un parallelepipedo di 100 x 125 mm di lato

Per l’accesso totale l’apertura deve essere tale da far passare, in alternativa:
Ø un cilindro di 350 mm di diametro
Ø un parallelepipedo di 315 x 315 mm di lato
Ø un parallelepipedo di 300 x 330 mm di lato

oppure

Ø aprire la porta della cassaforte per un’ampiezza di 300 mm su almeno l’80% dell’altezza interna del mezzoforte
Ø asportazione totale del battente del mezzoforte
Ø rimozione di una cassaforte da parete da suo alloggiamento

Nel caso la cassaforte sia sottoposta anche alla prova esplosiva, tale situazione è indicata dalla sigla EX.
Inoltre se il peso della cassaforte risulta minore di 1000 Kg è prevista anche una prova sull’ancoraggio.

In Italia ICIM, ente preposto alla certificazione ha aggiunto altri test eseguiti con macchine automatiche (prove oggettive):
· prova con mazza
· prova con cannello automatico

La prima prova consiste nel forzare un cuneo, tramite una mazza da 50 Kg che cade da circa 2 metri, attraverso le difese della cassaforte.
La seconda prevede di praticare un foro con cannello ossiacetilenico automatico (asservito ad un computer).

Tali prove sono state inserite per compensare la soggettività insita nelle prove condotte dall’uomo garantendo la miglior riproducibilità dei risultati.

Grado di
resistenza
Accesso
parziale UR
Accesso
totale UR
Numero e classe
delle serrature
0 30 30 1 x A
I 30 50 1 x A
II 50 80 1 x A
III 80 120 1 x B
IV 120 180 2 x B
V 180 270 2 x B
VI 270 400 2 x C
VII 400 600 2 x C
VIII 550 825 2 x C
IX 700 1050 2 x C
X 900 1350 2 x C
XI 2000 3 x C o 2 x D
XII 3000 3 x C o 2 x D
XIII 4500 2 x D

Tabella EURONORME

Gradi di  resistenza Mazza UR Cannello UR
Alfa 3 1
Beta 5 5
Gamma 20 15
Delta 40 35
Epsilon 75 55
Zeta 110 80
Eta 115 110
Teta
Iota
Kappa
Lambda
Mi
Ni
Csi

Il grado di resistenza si riferisce a prove eseguite su pannello

Eventuali fori per predisposizioni, passaggio cavi, ecc. devono essere tali da presentare una superficie < di 100 mm2 e una distanza > di 150 mm.
Fori supplementari fanno decadere l’omologazione.
E’ molto importante sottolineare che la certificazione su di un singolo esemplare decade

  • a seguito di danneggiamento per tentato scasso
  • a seguito di danneggiamento per incendio
  • a seguito di alterazioni non autorizzate (fori, riduzioni, ecc.)

LABORATORI DI PROVA

Le prove devono essere eseguite presso un laboratorio accreditato, condotte da operatori addestrati che utilizzano un ben definito catalogo di utensili.
Il team che compie gli attacchi deve avere a disposizione tutte le informazioni relative alla cassaforte, caratteristiche delle difese, spessori e stratigrafie, disegni particolareggiati dei meccanismi, ecc.
Chi attacca conosce perfettamente la cassaforte rendendo inutile, da un certo punto di vista, la sistemazione casuale dei dischi di blocco.

UTENSILI

Secondo normativa, gli attrezzi utilizzati per le prove sono raggruppati in 13 famiglie e 5 categorie, in base al tipo (modo di operare, facilità d’uso, reperibilità, rumorosità, ecc.).
Ad ogni categoria è assegnato un coefficiente (RU/min) e ad ogni attrezzo un proprio valore (RU/base).
Con apposita formula, vengono calcolati due valori di resistenza RU, uno per l’accesso parziale e uno per l’accesso totale e con tali valori viene individuato il grado di resistenza o classe, da attribuire al prodotto.

RV = BV + (RT x TC)

RV (RU) = valore di resistenza
BV = valore base per gruppo di utensili
TC = coefficiente utensili
RT = tempo di resistenza

INFLUENZA DELLE NORME SUL PRODOTTO
A seguito di tali tipi di prove, si è dovuto rivedere il progetto delle casseforti.
Il fatto che il laboratorio conosca esattamente la sistemazione delle difese implica che la cassaforte deve essere ora uniformemente difesa, senza punti deboli perché troppo facilmente individuabili.
Per quel che riguarda i materiali delle difese, le nuove norme non richiedono nessuna caratteristica a priori. E’ la prova pratica la vera ed unica discriminante.
Da quanto espresso, ne consegue che un prodotto certificato secondo le pr EN 1143.1 è totalmente diverso da un vecchio prodotto ANIA ed è assolutamente privo di qualsiasi fondamento tecnico poter fare dei confronti.

ENTE DI CERTIFICAZIONE
Per la precedente classificazione ANIA era sufficiente una semplice dichiarazione del costruttore.
Per la certificazione europea, l’ente certificante si deve avvalere di Istituti di Certificazione abilitati e pertanto la Norma diventa più attenta e difficile da “raggirare” .
Per ottenere la certificazione, uno dei prerequisiti è avere il Sistema di Qualità Aziendale applicato oppure verificarne l’esistenza e l’applicazione in azienda.
Questo per garantire che tutte le casseforti prodotte abbiano le stesse caratteristiche di quelle testate.
L’ente di certificazione esegue delle visite periodiche di sorveglianza presso lo stabilimento e sul prodotto, su pannelli prelevati in produzione o su esemplari prelevati dal mercato.
Le visite di sorveglianza si limitano ad una se l’azienda è certificata e diventano due in caso contrario.
Si ha decadenza della certificazione nel caso le prove di sorveglianza diano risultati inferiori.

CERTIFICAZIONE DI PRODOTTO
Ciascuna cassaforte certificata deve essere dotata di apposita etichetta, inamovibile e inalterabile che dichiari:
· nome o marchio dell’azienda ed identificazione dell’unità produttiva
· data di fabbricazione
· documenti normativi di riferimento e grado di resistenza

Va chiarito anche che un manufatto può essere considerato certificato solo se prodotto durante il periodo di certificazione.
I manufatti prodotti prima o dopo tale periodo non sono certificati e sugli stessi non può essere applicato il marchio di conformità e di identificazione.

NUOVI MASSIMALI ASSICURATIVI
L’ANIA ha emanato, con una circolare datata 24/01/96, i massimali assicurativi consigliati per le casseforti Euronorme.
Di seguito la tabella riassuntiva:
Somma base 200 milioni di lire ( circa 103’000,00 euro )

EURONORME

K1

Massimale

milioni
0 0,5 100
I 1,0 200
II 2,5 500
III 4,0 800
IV 5,5 1100
V 7,0 1400

A questi massimali consigliati vanno aggiunti i massimali derivanti da altri parametri, quali:

  • presenza di impianto di allarme
  • posizione particolare sito
  • ecc.

Questa descrizione della Norma  e le tabelle massimali sono da ritenere puramente indicative in quanto le Società di Assicurazione utilizzano spesso parametri propri oltre che quelli sopra indicati .